matres, linee di sangue

Corto epic dark narrato col linguaggio del corpo

soggetto di davide vallascas | regia e fotografia Luca di bartolo


‘Matres è un corto epic dark narrato col linguaggio del corpo. Parla del mito arcaico della dea madre preistorica, liberamente ispirato al filone narrativo di Thomas De Quincy. È un cocktail evocativo di emozioni dal sapore forte e amaro’ 

 

Le Matres sono idoli di un tempo remoto, in cui la donna dominava le comunità umane ancora giovani e tribali. Personificavano le generatrici della vita, le dispensatrici di sapienza, di cure ai mali del corpo e della mente, della magia e della profezia fino al ruolo estremo e finale di emissarie del verdetto di morte per divino vaticinio, regolato da rituali segreti. L’educazione, l’insegnamento alle nuove generazioni, la loro crescita fisica e morale era opera materna e tutte queste prerogative furono trasmesse da madre in figlia seguendo un’ascendenza matrilineare. Queste donne potenti e temibili erano dunque le Matres delle genti e della storia prima della scrittura, sacerdotesse delle divinità ctonie e simulacri viventi della Dea Madre, la madre di tutte le madri, dalla quale discesero i loro poteri. 

 

Atropo è una Dea, una moira greca che tesse i destini degli uomini.

Potnia è una sacerdotessa, una Mater nell’atto di cimentarsi in una danza rituale con il suo “Dio Toro” da offrire in sacrificio per propiziare il favore del cielo e della terra. In comune questi personaggi hanno il rito, la danza, le geometrie e gli equilibri divini che valgono come una preghiera nel linguaggio ermetico e misterioso degli dei.

 

Con Matres desidero raccontare di un mondo perduto, con regole diverse da quelle che conosciamo e alle quali ci siamo abituati. Un mondo Antichissimo, ai primordi della civiltà umana, dove il potere è nelle mani di donne divine e temibili. 

 

Davide Vallascas                                     

 


INTERPRETI PRINCIPALI

Davide Vallascas

Inizio la mia formazione a partire da novembre del 2007 studiando recitazione teatrale, acrobatica, verticalismo e danza aerea, contact improvvisation, e danza contemporanea. Le principali esperienze formative sono avvenute con Antonio Iavarone, Carlotta Zamuner e Anna Da Pozzo.

Lavoro soprattutto con la creazione istantanea, radicata nel paesaggio e influenzata da tutti gli stimoli che recepisco. Uso un linguaggio ibrido, contaminato e personale, con densità di volta in volta diverse di danza, teatralità e circo che insieme generano la mia performance. Cerco di dar spazio al potere evocativo di una storia, quando possibile. Di un personaggio che la racconta o si racconta attraverso continue interazioni.

Recentemente sto sperimentando esperienze che implicano l’uso del mezzo video. Realizzo infatti un corto, “Calypso”, in collaborazione con Francesco Valvo, Andrea Andrillo e Diletta Murru. Con Luca di Bartolo partecipo all’esperienza formidabile del Sardinia Dance, sia con la collaborazione in un corto, “Collision”, sia nel “Progetto Interface” che prevede l’interazione fra un gruppo di danzatori locali e un gruppo di danzatori ospiti nelle cornici di importanti siti archeologici sardi. Sono inoltre selezionato nel casting del film “Mark’s Diary” di Giovanni Coda e nel video di “Forse Sognare” realizzato dallo stesso Coda per il brano musicale composto da Andrea Andrillo.

Monica Ledda

Nata a Cagliari nel 1996, nel 2006 ho iniziato la mia preparazione atletica nel mondo del nuoto sincronizzato, disciplina che pratico tutt'ora a livello agonistico. Ho conseguito il titolo di allievo istruttore riconosciuto dalla Federazione Italiana Nuoto e da cinque anni insegno presso la Promogest. Trovo soddisfazione nel vedere i progressi di ciascuno e nel creare ed eseguire coreografie. Ogni anno partecipo ai campionati regionali  e nazionali, presentando esercizi di solo, doppio, squadra e combinato, raggiungendo sempre buoni risultati. Nel 2016 mi innamoro della danza aerea. Un colpo di fulmine sconvolgente vedendo la poesia e la bellezza di un danzatore aereo in TV. Iniziai a esplorare e sperimentare il mondo aereo, colorato e vitale dei pali, del tessuto, del cerchio, il portes acrobatico e il verticalismo. La formazione di pole dance e pole silky è seguita da Silvia Curatti presso la Vertical Dolls di Cagliari. Recentemente ho sperimentato l'aerial straps con Samanta Fois del Circo Paniko, artista formidabile che mi ha fornito fondamentali input di lavoro. La ricerca è proseguita a Madrid attraverso il confronto con acrobati aerei di altissimo profilo. Ho avuto modo di esprimermi in performance create per e con i performer Claudio e Paolo Ladisa e per il cantautore Andrea Andrillo. Amo anche il lavoro come artista di strada e le arti ad essa più strettamente affini. In particolare sto studiando la tecnica di sputafuoco con il performer Alessandro Angioni. Sono molto attratta dalla natura, dagli elementi della terra perché mi trasmetto buona energia. Il fuoco è l'elemento che più sentivo lontano e iniziare è stata una grande conquista. Tutto ciò che faccio, riesco a farlo perché è la musica che mi trascina e mi attrae, mi muove sulle sue note. La danza, che sia a terra, sull'acqua o nell'aria, è la mia voce interiore, il mio mezzo per esprimere me stessa e tirare fuori le emozioni che ho dentro.

Francesca Qoya

Nel 2009 il mio primo approccio alla ricerca vocale, inizio il mio viaggio alla scoperta del diaframma e del respiro come potenti mezzi di espressione. Ho cercato fin da subito un linguaggio per comunicare l essenza, i suoni, i sospiri, un linguaggio che mi potesse far sentire salda sul filo tra la terra e il cielo.

Mi avvicino poi al teatro danza e allo yoga, dove trovo interessanti spunti che mi permettono di raccontare la mia musicalità in modo personale. Tutto è fonte di ispirazione, i luoghi, gli incontri con le persone, la meditazione, il silenzio, il caos. Attraverso i miei vissuti, creo la mia performance.

Diverse le collaborazioni a Rimini e non solo, Teatro Corte di Coriano per lo spettacolo 'Ho visto Nina volare'; il festival Sardinia@dance ideato e diretto da Luca Di Bartolo come Telaraña (Francesca Qoya e Marco Marchetti); musiche e performance per la rassegna Pinkabbestia anno 2018, festival artisti di strada Santa Sofia sempre come Telaraña. Shiva Dance brano prodotto sempre come Telaraña.

Sempre come Telaraña con Luca Di Bartolo realizzo la colonna sonora per i cortometraggi Woody (suonata interamente dal vivo durante le riprese), Collision (con la partecipazione di Emma Giulia Tortorici), Time Machine (finalista a Yicca 2018); il brano 'Matrix' è stato utilizzato come soundtrack per 'Subliminal Wind - DAP Festival 2017' coreografia di Thomas Johansen con i danzatori Thomas Johansen e Tamara Fragale. 

Alla pagina YouTube 5chats è possibile trovare buona parte della produzione Telaraña.



PER INFORMAZIONI

 

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Luca Di Bartolo | Davide Vallascas


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