Location


soom all the shooting location will be visible


In the moment we choose architecture to embrace the dance  it can not be neutralized of its personality, it can not become a picturesque place to 'use', as dance can not become a pretext to fill it with 'beauty'.

The architectural environment  is based solidly on form and balance.

Dance is in equal measure made of form and balance, but it can contain deep and violent states of mind that make it full of contradictions.

I think that the two realities coexist in a splendid union.

The places chosen to host Sardina@Dance are ancient places, which bring great moments and energies; they are places of human work on the perspectives of Hellenic architects; they are absolute landscapes.

 

L’architettura non può essere luogo neutralizzato della sua personalità nel momento stesso in cui la scegliamo per abbracciare la danza, non può diventare luogo pittoresco da ‘utilizzare’, come la danza non può diventare un pretesto per riempirlo di ‘bellezza’.

Lo spazio architettonico si basa solidamente su forma ed equilibrio.

La danza è in egual misura fatta di forma ed equilibri, ma può contenere profondi e violenti stati d’animo che la rendono densa di contraddizioni.

Penso che le due realtà convivano in uno splendido connubio.

I luoghi scelti per accogliere Sardina@Dance sono luoghi antichi, che portano memorie ed energie profonde; sono luoghi del lavoro dell'uomo su prospettive di architetti ellenici; sono paesaggi assoluti.

 


Dune di Piscinas

Situata in una zona isolata e di grande bellezza naturalistica, la spiaggia di Piscinas, lungo l'arenile della Costa Verde, è circondata per qualche chilometro da dune altissime (tra le più alte d'Europa), ancora vive e modellate dal maestrale, il cui colore giallo ocra è interrotto, a tratti, da cespugli di sparto pungente, dalla carota spinosa, dal giglio di mare e, verso l'interno, da ginepri e vecchi olivastri che diventano dei piccoli boschetti. In certi periodi si possono vedere i cervi che si spingono sino al mare e nel mese di giugno, le tartarughe marine che depongono le loro uova.

 

 

Necropoli di Montessu

Servizi fotografici di danza - Luca Di Bartolo fotografo

Estesa necropoli neolitica sita nelle campagne di Villaperuccio, nell’iglesiente e utilizzata sul finire del III millennio a.C. E’stata scavata a più riprese dal 1977 al 1990 dall’archeologo Enrico Atzeni.

Le tombe sono scavate all’interno delle pareti rocciose dove si aprono i caratteristici ingressi, come delle scure bocche. Ricalcano le forme e la distribuzione degli ambienti domestici. Sono le case dei morti, progettate e costruite in modo che la vita dell’anima potesse proseguire indisturbata anche dopo il trapasso. La complessità e il numero degli ambienti possono variare molto fra le oltre 40 tombe censite, ma tutte presentano un corridoio d’accesso (dromos) a un’anticella, sorta di ambiente d’accoglienza che conduce ad almeno una cella o camera dotata del caratteristico focolare dalla valenza simbolica e votiva. Alcune pareti sono decorate con motivi sacromagici frequenti e diffusi nel mondo preistorico: le spirali e le corna del toro.

 

Per molti secoli si è creduto che le tombe fossero le case delle fate o delle streghe, di creature magiche che nascondevano tesori ed erano capaci di perseguitare gli avidi malcapitati, i forestieri e i curiosi, con maledizioni e incantesimi. Il volgo le chiama ancora le case delle streghe, domus de janas, attingendo ad un ricchissimo patrimonio di leggende e credenze popolari.  



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